sFACCEttature personali……


Dal Vangelo secondo Lady Gaga:

 p-p-p-p-p-p-p-poker face…..p-p-p-p-p- poker face….No he can’t read my poker face………

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Voi ce l’avete la poker Face? Il viso impenetrabile, che non lascia trapelare nessuna emozione, nemmeno quando, per l’appunto, avete un poker di assi in mano? Io no! Nossignore, proprio no. Ho tante altre qualità, ma quella mi manca davvero! Non che io non ci provi, intendiamoci,  ma mi scoprono subito. Tuttavia, ogni tanto tento lo stesso il bluff, purtroppo con gli stessi miserabili risultati. Mi si legge in fronte a chiare lettere che sto dicendo una puttanata colossale. Sapete, non saper bleffare è davvero un bel problema. Perché il bluff è parte fondamentale del kit di sopravvivenza del quotidiano. Se non ce l’hai t’attacchi al tram e tiri pure forte. Chi sa bleffare è come se avesse sempre un asso nella manica. Chi non sa far proprio finta di niente, chi viene preso sudarella, tremarella – e a volte persino da cagarella – è e sarà sempre un passo indietro! Tuttavia, se non avete la poker face potreste essere stati dotati di un altro tipo di faccia,  comunemente nota come faccia di bronzo. La differenza tra le due categorie è sottile, ma di rilievo: mentre i primi tacciono, non si sbilanciano mai e sembrano fatti di pietra, i secondi tendono non solo a sbilanciarsi, ma le sparano proprio grosse e, possibilmente, lo fanno con quella naturalezza sufficiente a conferirgli tutta la credibilità di cui hanno bisogno; Chi rientra in questa categoria non ha paura di niente. Può dire tutto il contrario di tutto e arrivare a crederci; è questa la loro forza!

Pensate alla classica situazione, quella che almeno una volta nella vita sarà capitata a tutti: il controllore che sale sul tram proprio il giorno in cui il vostro abbonamento è scaduto e voi vi siete scordati di comprare quello nuovo. Cosa fate? Io, ad esempio, che non ho né la faccia da poker, né quella di bronzo e né tantomeno quella da culo, comincio a guardarmi intorno nervosamente quel tanto necessario da far si che il controllore, che si trova dall’altra parte dell’autobus, mi noti e si renda conto del mio comportamento quanto meno sospetto.  Poi, mentre lui si avvicina, comincio a sudare copiosamente mentre fingo di cercare il biglietto nella borsa con la faccia di chi ce lo aveva in mano “proprio un secondo fa!”. Infine, quando ormai, il controllore è a due passi da me, per non perdere quel briciolo di amor proprio che mi rimane e che mi sta evitando di sciogliermi pateticamente in lacrime, sfodero il mio documento e mi costituisco con dignità! Chi invece vanta la poker face farà sicuramente finta di nulla. Come ogni buon giocatore di poker si potrebbe avvalere di orpelli vari ed eventuali, dagli occhiali da sole a specchio, al cappellino con visiera abbassata fino alle cuffiette. La faccia da poker passa inosservata, non esiste. Si mischia tra la folla, sguscia tra un passeggero e l’altro con delicatezza; E quando il controllore gli chiederà di mostrargli il suo “titolo di viaggio”, lui – con la disinvoltura tipica di ogni attore consumato – probabilmente con fare un po’ seccato, gli risponderà “l’ho appena fatto vedere al suo collega”. Non un’emozione, nessuna traccia di nervosismo a tradirlo; E  il controllore – ovviamente – gli crederà, chissà magari pure scusandosi: il bluff è servito! Infine, a chiudere questo spaccato di vita quotidiana, lei, la faccia di bronzo. La faccia di bronzo non teme il confronto con il controllore, non farà finta di niente, no! Imbastirà una storiella ricca di dettagli; Sfoderando una espressione severa e la stessa convinzione che anima un venditore di aspirapolveri porta a porta, potrebbe, ad esempio, inventarsi di essere appena stato scippato proprio di fronte al figlio, che ha poi accompagnato a scuola per dargli una parvenza di normalità e fargli superare il trauma e di essere ora sul tram per recarsi alla prima caserma dei carabinieri che, se non ricorda male, è giusto alla prossima fermata. Conclude poi la sua personalissima omelia con un bel luogo comune, ad esempio  su quanto al giorno d’oggi le grandi città non siano più sicure come una volta. Il controllore, mosso a compassione, chiude un occhio e lo lascia scendere senza dimenticare un’empatica pacca sulla spalla ed un sonoro: “in bocca al lupo!”.

Ora, io non so che faccia abbiate voi, se siete più simili ad un’ombra sul muro o se invece avete un temperamento paragonabile a quello di un John Wayne metropolitano che sfida i controllori; So solo che se vi è capitata una faccia simile alla mia, allora accettate un suggerimento: giocate a rubamazzo!

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