VOTA ANTONIO, VOTA ANTONIO, VOTA ANTONIO!

Niente, mi ero ripromessa di non scrivere fino a che non avessi dato il mio penultimo esame universitario, così da potermi concentrare appieno sulle relazioni tra Stati ImmagineUniti e Medio Oriente dal 1945 ad oggi; Poi, proprio mentre mi accorgevo che il libro sul quale stavo studiando da oltre un mese era quello sbagliato, un lampo ha illuminato d’immenso la mia cucina. Sarà stata l’improvvisa consapevolezza della mia coglionaggine, direte voi! E invece no! Il lampo, lungi dall’essere una metafora del mio risveglio, mi avvisava dell’avvicinarsi di un’ondata di maltempo che proprio ieri ha investito la capitale. Un riflesso quasi incondizionato mi suggerisce di aprire un quotidiano online qualsiasi sulla cronaca locale per sondare le condizioni del meteo e, quindi, del traffico. Inutile quasi dire che le stazioni metro si sono allagate, che il traffico è andato in tilt e che le linee degli autobus hanno subito ritardi biblici. “Fantastico!”, penso tra me e me mentre ancora cerco di trattenere gli improperi per il libro sbagliato di cui sopra e per lo sciopero previsto per venerdì! Fuori ancora diluvia. Alemanno, per scoraggiare coloro i quali stavano giusto pensando: “piove, governo ladro!”, ci tiene a far sapere tramite Twitter che non è colpa sua! Infatti, come molti di voi sapranno, questo per Roma non è solo un week di scioperi e maltempo, bensì anche di elezioni!

E’ una battaglia all’ultimo sangue, anzi, all’ultima pubblicità. Le facce dei candidati sono ovunque, come pure i santini, che ti ritrovi in posti che non sapevi nemmeno di avere. Si perché quando scendi di corsa le scale per andare al lavoro e devi svuotare la cassetta della posta per riuscire a prendere una bolletta sepolta dalle tonnellate di santini, che fai?  Li butti a cazzo dappertutto: nella borsa, nelle tasche della giacca, in quelle dei pantaloni, ovunque! Poi, quando sei sovrappensiero, li ritrovi. Eccoli li! Pose plastiche e sguardi fiduciosi. Sono i candidati che per convincerti che devi votare proprio loro si inventano di tutto! Si parte dai concreti e telegrafici: “Fatti concreti!” e “ Sempre presente!”, ai meno fantasiosi e ripetitivi: “non le solite promesse, ma la politica dei fatti”, per passare attraverso gli sportivi che optano per un “Sempre in campo!”. Ci sono poi quelli che puntano su presunte originalità: “La novità dell’esperienza!” e quelli che invece si rifugiano nelle sicurezze di sempre: “Al Comune di Roma, hasta siempre!”.

Ora, slogan a parte, ognuno voti quello che crede, sia chiaro! Il punto è: voi sapete come si vota? No perché pare che la scheda elettorale azzurra, quella cioè per scegliere il sindaco e i 48 consiglieri comunali, sia lunga un metro. Giuro! Già la chiamano “il lenzuolo” , per distinguerla dalla scheda rosa che sarà consegnata agli elettori per il rinnovo dei Municipi, e conterrà i nomi dei 19 candidati sindaco e le 40 liste (sic!) ! Ma il vero dilemma è COME si vota. Io, che – sketch del libro sbagliato a parte- non mi sento proprio scema, ho avuto qualche difficoltà. Quindi, dopo aver preso ripetizioni dai pensionati del CAAF sotto casa, vi propongo la mia spiegazione. Pronti? Via!

Supponiamo che si debba scegliere tra due candidati sindaci (e non 19!):

A. Il Sig. Gino Paperino, sostenuto dal partito delle noci

B. Il Sig. Pino Topolino, sostenuto dal partito delle mandorle.

Ora, se guardate la scheda elettorale noterete che questa è strutturata come se fosse divisa in tre colonne: Il nome del candidato sindaco; la lista che lo sostiene (che è il simbolo del partito in buona sostanza); uno spazio vuoto per l’eventuale voto di preferenza ( cioè dove scrivere un nome tra quelli che vi hanno messo nella buchetta con i santini!). Qui trovate un bel fac simile che vi aiuterà.

A questo punto potrete:

1. Tracciare una X sulla lista. Ad esempio, potreste tracciare una X sul simbolo del partito delle noci. In questo caso votereste automaticamente anche il candidato sindaco sostenuto da questa lista, cioè il Sig. Gino Paperino. Scelta elettorale basic, ma che raggiunge immediatamente l’obiettivo!

2. Come sopra, solo che in aggiunta facciamo un esercizietto di fill in the blaks, scriviamo cioè nella terza colonna (dove ci sono i puntini di sospensione insomma) il nome del consigliere comunale che più ci ha convinti. Cercate nelle tasche…un santino che vi era piaciuto lo trovate di sicuro!

3. Tracciare una X sia sulla lista, che sul nome del candidato sindaco. In aggiunta, per chi lo desidera, si può anche scrivere il nome del candidato al consiglio comunale che più ci ha convinti. Scelta elettorale decisamente full optional, per l’elettore sicuro che non vuole sbagliare!

4. Tracciare una X solo sul nome del candidato sindaco, ad esempio Pino Topolino. Così facendo si esprime la propria convinzione per la persona ma non per il partito, in questo caso quello delle mandorle. Scelta elettorale di protesta, per tutti coloro che vogliono esprimere il loro dissenso senza rinunciare al diritto di voto!

5. Tracciare una X sul partito delle noci e sul nome di Pino Topolino. Trattasi di voto disgiunto, laddove vogliate esprimere l’affiatamento di sempre per il partito al quale siete magari iscritti da tempo o che più vi rispecchia, ma del quale non avete condiviso la scelta del front man, del sindaco in questione, quindi votate l’altro candidato. Non chiedetemi come verrebbe conteggiato il voto perché non l’ho capito! Scelta elettorale coraggiosa, per l’elettore esperto ed esigente!

6. Come sopra, solo che si esprime anche una preferenza nello spazio immediatamente a fianco al simbolo del partito sul quale avete apposto la X. Scelta elettorale complessa,  per l’elettore che non deve chiedere mai!

ATTENZIONE! OGNI ALTRO SEGNO E/O SIMBOLO (OPERE D’ARTE DALLA FORMA FALLICA INCLUSE) NON SI POSSONO FARE, PENA L’ANNULLAMENTO DEL VOSTRO VOTO (che con tutta la fatica che si fa a capire come funziona, francamente sarebbe proprio un peccato!) Buon voto a tutti!

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